Aquilani: fra passato e futuro

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A volte ritornano, si potrebbe dire. Nell’ Ottobre 2008, dopo la doppietta contro il Montenegro, nell’Italia del Lippi – bis, che disputava le qualificazioni ai Mondiali 2010, Alberto Aquilani segnò una doppietta, facendo accendere su di sè i riflettori della Nazionale, balzando all’attenzione come nuovo leader del centrocampo Azzurro,oltre che romanista. Quel Mondiale Sudafricano, però, non lo ha mai disputato. Così come ha dismesso la maglia giallorossa.

Per lui, romano e romanista, cresciuto a Trigoria ed esploso nel suo stadio Olimpico, la vita  ha scelto un percorso differente rispetto a quello degli amici Totti e De Rossi. Gli infortuni hanno fatto vacillare le sue certezze, ne hanno rallentato la definitiva consacrazione, lo hanno portato a compiere scelte difficili, a sentirsi – forse – trascurato da quell’ambiente ovattato nel quale era cresciuto. Le difficoltà, però, lo hanno portato a crescere più in fretta, anche come uomo: “La mia evoluzione? La testa rispetto al passato è cambiata”.

Nel 2009 arriva il trasferimento al Liverpool di Benitez, dove la sfortuna e gli acciacchi sono ancora suoi fedeli e non graditi accompagnatori.

Quest’anno, il trasferimento alla Juventus (in prestito con diritto di riscatto fissato a 16 milioni di euro).  Sempre quest’anno, anche la paternità in arrivo, dalla compagna – attrice Michela Quattrociocche. Ed ecco, in un cerchio che vuol necessariamente chiudersi, la partita di Venerdì contro la Slovenia, valida per le qualificazioni ad Euro 2012, disputata da migliore in campo, da ritrovato leader del centrocampo, con piglio autoritario, con determinazione e lucidità.

Aquilani, ora, vuol solo riscuotere il credito accumulato con la fortuna, vuol raccogliere per quanto seminato. Vuole disputare il prossimo Europeo, magari al fianco di Pirlo e De Rossi a centrocampo, vuole che la nuova Italia mantenga la sua mentalità, “perchè è più forte”, provando a cogliere gli aspetti positivi del gioco delle avversarie migliori, come la Spagna. Imparare dagli altri, come del resto – finora – ha fatto lui stesso, crescendo al fianco di Francesco Totti.

Ma la sua mente, ora, è proiettata già al match di domenica prossima, all’Olimpico contro la sua Roma, che teme, valutando positivamente la gestione di Montella:  “Sta facendo bene, e non è un caso”. Si troverà di fronte al suo ex pubblico, dal quale non si aspetta applausi, almeno per ora. In caso di gol, però, promette di non esultare, per rispetto.

Intanto, però, lo incuriosisce il progetto Roma per il futuro: “Immagino che rivoluzioneranno un po’ la squadra, faranno nuovi acquisti”, non chiudendo la porta ad un eventuale ritorno, fra qualche anno: “Se tornerei alla Roma? In futuro chissà, però se guardiamo i fatti penso sia difficile. Se non mi chiamano…”

Ma il presente immediato si chiama Juventus e, nonostante le difficoltà della stagione in corso, Aquilani valuta positivamente l’ambiente, i compagni ed il lavoro dell’allenatore, puntando a concludere il campionato “salvando il salvabile ed onorando la maglia”. Per il prossimo anno, ed il riscatto dal Liverpool, le certezze – per ora – sono poche.  Il suo procuratore continua a dichiarare che il tutto è ormai definito. Lui, invece, sembra essere molto più cauto: “Non so ancora cosa succederà a maggio. L’eventuale riscatto della Juve non è mai stato un’ossessione. Finisco il campionato, poi vediamo. Non dipende da me, valuterò quello che mi verrà proposto. Non ho avuto contatti nè con il Liverpool nè con la dirigenza della Juve in merito ai progetti futuri. Se dovessi tornare in Inghilterra non avrei problemi, perchè il campionato inglese è il migliore in assoluto”.

Il sogno più grande, però, ora che i riflettori azzurri si sono riaccesi su di lui, resta quello di vincere un Mondiale, o – almeno – di parteciparvi da vero protagonista. L’obiettivo, quindi, è fissato per Brasile 2014.

Ma, prima, c’è l’Europeo 2012 in Polonia – Ucraina, ed anche in tal caso, Aquilani ha le idee chiare: “Vogliamo vincere l’Europeo, perchè è questo il nostro obiettivo”.

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