Boateng bacchettato da sindaco di Busto Arsizio

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Boateng bacchettato da sindaco di Busto Arsizio| © ALBERTO LINGRIA/AFP/Getty Images

Durante la gara amichevole Pro Patria-Milan che stava disputandosi allo stadio Speroni di Busto Arsizio una frangia dei tifosi della Pro Patria si è contraddistinta in maniera negativa per i continui cori razzisti rivolti all’indirizzo dei giocatori milanisti di colore, da Kevin Prince Boateng a Muntari a Niang, che hanno finito per esasperare lo stesso Boateng che, al minuto 26 del primo tempo, ha avuto una reazione molto forte e decisa, calciando con forza il pallone verso la curva dove si trovavano i tifosi della Pro Patria, per poi togliersi la maglia di gioco ed allontanarsi dal campo: un gesto molto forte e, di certo, anche insolito che ha suscitato immediatamente molte reazioni sia da parte dell’ambiente della Pro Patria che del Milan. I giocatori della formazione di Busto Arsizio in un primo momento avevano provato a convincere Boateng a tornare in campo per riprendere la gara, ma il calciatore rossonero è stato irremovibile nella sua decisione e, così, nonostante in un primo momento sembrava che la gara potesse riprendere – con l’avvertimento di sospenderla nuovamente “al primo buu razzista” – ma, invece, il match non è stato più disputato, anche per evitare ulteriori tensioni preferendo rimandare la gara a data da destinarsi nonostante la protesta dei numerosi tifosi che volevano richiedere il rimborso del biglietto.

L’ambiente rossonero ha mostrato grande compattezza e si è stretto attorno ai propri calciatori, con Barbara Berlusconi che ha affermato la necessità di “tolleranza zero per episodi come questo, anche in campionato“, ed il capitano del Milan Massimo Ambrosini che sottolinea la necessità di compiere un gesto forte, per sottolineare la più assoluta condanna verso tale becero episodio.

Boateng bacchettato da sindaco di Busto Arsizio| © ALBERTO LINGRIA/AFP/Getty Images
Boateng bacchettato da sindaco di Busto Arsizio| © ALBERTO LINGRIA/AFP/Getty Images

 

Ma le colpe delle frange ultrà della Pro Patria sono state aggravate dal comportamento del direttore di gara, il signor Gian Luca Benassi di Bologna, al quale prima del minuto 26 la panchina del Milan aveva chiesto di sospendere la gara per consentire allo speaker di “ammonire” i tifosi che avevano già iniziato a rivolgere i cori razzisti: così, però, non è stato e, dunque, Kevin Prince Boateng ha deciso impulsivamente di “far giustizia” da solo. Una reazione probabilmente comprensibile, per la quale il calciatore ha ricevuto ampia solidarietà che ha deciso di ringraziare con un messaggio su Twitter, ma che, invece, non è stata affatto gradita dal sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, di orientamento di centro-destra.

Il primo cittadino della cittadina lombarda, infatti, ha voluto sottolineare che il gesto di Boateng è stato “improprio” e “non da professionista”, definendola una “reazione spropositata anche se umanamente comprensibile, in cui ha lanciato un pallone a 200 km/h contro la curva dove c’erano anche bambini” volendo, poi, evidenziare anche che “questa non è gente di Busto Arsizio e non deve andarci di mezzo tutta la città, non siamo a Verona” volendo precisare, in tal modo, che la città che amministra non dev’essere associata a sentimenti di diffuso razzismo che, invece, sono da imputare soltanto ad un gruppetto di ultras che, in queste ore, la Polizia Scientifica sta provvedendo ad identificare grazie alle immagini registrate dalle telecamere dello stadio, per attribuire loro le responsabilità per l’accaduto.

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