Buffon: sei squadre davanti a noi, ma la Juve c’è

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Uno come lui ne ha viste tante di sfide: ne ha vinte molte, ne ha persa qualcuna. Le sue parole sono sempre un punto di partenza importante, un punto di riferimento fondamentale nello spogliatoio bianconero, un cardine imprescindibile ed insostituibile.

© Claudio Villa/Getty Images
Gigi Buffon, quando parla, non ha l’abitudine di nascondersi dietro le parole, non ha peli sulla lingua ma, anzi, a volte appare fin troppo schietto e diretto: una dote rara nel mondo del calcio dalle dichiarazioni in serie, confezionate e stereotipate dietro la banalità delle parole. Lui parla chiaro, è abituato a farlo, e lo fa anche ora, all’inizio dell’era Antonio Conte, l’ennesima promessa di riscatto per la Juventus, dopo le promesse (non mantenute) di Ciro Ferrara e Gigi Del Neri. Il realismo, prima di ogni cosa: il pragmatico Buffon, dunque, parte con la considerazione che davanti alla Juve vi sono altre sei squadre, in termini di potenziale e di organico, almeno per ora. Parole espresse in base ad una cena di beneficienza a Bardonecchia, nella sede del ritiro della Juventus. L’importante per il club bianconero è migliorare gradino per gradino e crescere con continuità, ma con impegno, lavoro e dedizione. Gigi Buffon, poi, sottolinea l’importanza del lavoro fin qui svolto da Antonio Conte, con il suo credo calcistico offensivo e spregiudicato, il 4-2-4, con spazio agli attaccanti e possibilità di esprimersi in avanti, oltre che la determinazione e le idee chiare del neo mister, uno che già in campo aveva la stoffa da allenatore. Infine, chiusura sul mercato, sulle voci che lo volevano altrove per il prossimo anno, ma che sono state smentite dai fatti, e dalla volontà del portierone di difendere i pali della porta della Signora ancora per molto.

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