Inter-Roma, Gasp o Luis Enrique?

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Dentro o fuori, sembra un paradosso alla seconda giornata di campionato, ma è così. I destini di Gasperini e Luis Enrique sono strettamente connessi e legati all’esito di questa decisiva gara, che si terrà a San Siro nella anticipo della terza di serie A. Dopo l’amaro inizio sia per i giallorossi che per i nerazzurri, le panchine dei due allenatori non sono poi tanto tranquille, nonostante le due società si affannino a confermare le guide tecniche aldilà del risultato, è certo che chi delle due dovesse uscirne sconfitta farà saltare il posto del proprio allenatore. In casa romanista la situazione pare essere meno tesa, la società nuova ed il nuovo progetto sono appoggiati da tutto lo staff, ma quel che conta, come ha tenuto a sottolineare l’ex blaugrana, è il risultato, vincere guarisce ogni male, proprio per questo Luis Enrique da Gijon non farà a meno del capitano Totti e di De Rossi, sperando nel cuore orgoglioso dei due ragazzi di borgata, per guidare i colori capitolini alla vittoria.

Luis Enrique © Andreas Solaro/Getty Images
Chi sta peggio è sicuramente mister Gasperson, sono lontani i tempi in cui la Genova rossoblu lo osannava e le tre sconfitte in tre gare ufficiali da quando è tecnico dei nerazzurri, più le pressanti e fuoriluogo uscite tattiche, che il presidente faccia il presidente, del suo patron Moratti non lo agevolano molto. Gli hanno venduto Eto’o per risanare i bilanci, Milito non segna più e non pare essere il bomber infallibile sul quale il Gasp ha costruito la sua fama ai tempi del Genoa, Sneijder è l’unico a cantare e portare la croce predicando in quel deserto che è la formazione Campione del Mondo in carica e su Appiano Gentile aleggiano ormai da quasi due settimane gli spettri dei papabili allenatori che ambiscono alla panchina dell’Inter. Sono, infatti, molti i nomi che si susseguono in queste ore, come possibili sostituti del tecnico ex-genoano dato ormai per sicuro partente, da Figo a Baggio, il divin codino pupillo del presidente Moratti e ben voluto dalla piazza sarebbe però una scelta più d cuore che di cervello, e rappresenterebbe una fase di passaggio fino alla fine di questa stagione che si preannuncia travagliata e che porterebbe il prossim’anno all’approdo del numero uno per eccellenza Pep Guardiola. Tra gli altri in via Durini si è pensato anche a Carletto Ancelotti, libero da ogni impegno e con l’unico difetto di essere un ex bandiera milanista, ma questo, vedi Leonardo, non pare essere un problema, in questo caso però si tratterebbe di una scelta più a lungo termine e che prevederebbe un congruo esborso da parte delle casse presidenziali, per accontentare i progetti di ritorno alla vittoria dei colori nerazzurri.
© MARCELLO PATERNOSTRO/AFP/Getty Images
Tra chi potrebbe e chi non potrebbe, spuntano poi quelli che si propongono apertamente e che tornerebbe volentieri sulla panchina interista, stiamo parlando di Hector Cuper, il tecnico argentino, che i più ricordano come l’eterno secondo, ha apertamente dichiarato che tornerebbe volentieri a Milano, qualora arrivasse una telefonata del presidente. Un harakiri che, in tutta onestà non crediamo possibile, sarebbe masochismo puro e le coronarie dei tifosi della beneamata non sopporterebbe un tale affronto, memori ancora della piaga del 5 maggio e della successiva fuga dell’amato Ronaldo al Real Madrid. Ma fra questi molti nomi che circolano ce n’è uno che su tutti che crea scompiglio nei pensieri interisti di tifosi e addetti ai lavori, si tratta di quello di Josè Mourinho, no non stiamo parlando di un suo clamoroso ritorno, ma di un ingombrante fantasma che disturba il sonno dei suoi successori da Benitez a Gasperini, il paragone con lo Specialone è, infatti, insostenibile per chi è costretto a vincere quello che lui ha vinto e come e dopo quanti anni di astinenza. Ma non si può sempre vincere e forse è giunto il momento di accettare che per un anno si possa anche arrivar secondi con Gasperini o chi per lui.

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