La legge Beckham è salva: la Spagna resta il paradiso fiscale del calcio

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L’accordo per porre fine al trattamento privilegiato dei lavoratori stranieri in Spagna tra il Psoe di Zapatero e i partiti della sinistra è saltato e il decreto varato nel 2005 per attirare cervelli stranieri nella penisola iberica è salvo. Le società spagnole con il Real Madrid potrà quindi ancora avvalersi della legge Beckham per il tesseramento dei giocatori piu forti al mondo, avendo un vantaggio competitivo sugli altri campionati. La legge Beckham permette infatti agli spagnoli di abbattere l’aliquota fiscale del 25% per 5 anni di fatto pagando il costo del lavoro il 30% in meno rispetto a un club italiano.
L’abbattimento del regime fiscale permette quindi ai club spagnoli un margine nettamente superiore per fare le sue offerte: in Europa l’aliquota piu alta è quella pagata in Inghilterra che è al 50% e il 25%, segue la Bundesliga con il 45%, la serie A con il43% e la Ligue 1 al 40%.
Le preoccupazioni di Galliani sulla perdita di competitività del calcio italiano continuano quindi ad esser fondate e continuando con queste regole la nostra serie A rischia un brutto ridimensionamento.

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