Lazio-Borussia 2-0, Petkovic conquista gli ottavi di Europa League

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Alvaro Gonzales festeggia il gol al Borussia | ©Paolo Bruno/Getty Images

All’indomani della pesante scoppola patita a Siena, dove la retroguardia allestita da Petkovic è stata disarcionata e messa in evidente difficoltà dall’esuberanza fisica del virgulto Emeghara, la Lazio ritrova i propri standard europei, sbrigando in poco più di mezz’ora la non facile pratica tedesca. I capitolini, dopo il pirotecnico 3-3 dell’andata, liquidano con un classico ed irreprensibile 2-0 il Borussia Moenchengladbach, esaltando le qualità e la dinamicità del gruppo. Oltretutto la squadra di Petkovic conserva la propria imbattibilità stagionale nelle competizioni continentali. Dal turno preliminare al cospetto del Mura fino alla gara di ieri sera dell’Olimpico contro i tedeschi la Lazio ha ottenuto una striscia di risultati utili consecutivi che si allunga a ben 10 partite.

Petkovic ha forgiato una squadra nella tattica e nel morale di indubbio spessore, capace di sopperire all’assenza per infortunio di Klose e di Mauri e di ritrovare sempre nuove energie e nuovi stimoli in un organico di assoluto valore, ma allestito in economia in linea con i parametri finanziari attualmente messi a disposizione da Lotito. Nella Lazio si esaltano gregari di lusso che farebbero però la loro parte anche in altre squadre del nostro campionato, scovati in ogni angolo d’Europa se non del mondo.

Alvaro Gonzales festeggia il gol al Borussia | ©Paolo Bruno/Getty Images
Alvaro Gonzales festeggia il gol al Borussia | ©Paolo Bruno/Getty Images

L’ossatura di questa Lazio porta il nome del ruvido rumeno Stefan Radu, dell’albanese Cana, della dinamicità dell’uruguagio Gonzalez e dello spirito di sacrificio di Floccari e Kozak, capaci di salire alla ribalta con i loro gol ma anche di sacrificarsi in lungo ed in largo su tutto il terreno di gioco. Anche se nella zona nevralgica del campo Petkovic può contare sul fosforo e sulle qualità tecniche di Ledesma, Hernanes e Candreva, giocatori forse un po’ troppo in fretta dimenticati dalle big del campionato.

La Lazio si affaccia, quindi, in punta di piedi agli ottavi di finale dell’Europa League, dopo aver centrato la finale di Coppa Italia e nel momento in cui rivendica ancora legittime ambizioni in campionato. Petkovic inizia a visionare e studiare i prossimi avversari europei, ancora una volta tedeschi e cioè quelli dello Stoccarda, squadra un tantino in crisi in Bundesliga, ma di sicura esperienza internazionale.

Oltretutto in un periodo di introiti non proprio esaltanti, Lotito e la sua dirigenza si coccolano e privilegiano quelli messi a disposizione dall’Europa League, che saranno di gran lunga inferiori a quelli elargiti dalla Champions, ma che fanno sempre comodo ed anzi alimentano un bilancio oculato come quello della Lazio. In attesa degli ottavi di finale contro lo Stoccarda la Lazio celebra questo grande risultato. Era dalla stagione del 2002/2003 che i biancocelesti non si allontanavano così tanto in una coppa europea. In quella stagione la squadra di Mancini arrivò fino alla semifinale della Coppa UEFA, eliminato poi dal Porto di un certo Josè Mourinho.

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