Moggi: “Calciopoli una montatura avallata dalla Juventus”

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Luciano Moggi nell’ormai consueto appuntamento di Studio Stadio lancia le sue verità, accusando, questa volta con il riscontro del Tribunale di Napoli i protagonisti delle indagini di un complotto per scardinare il potere e la forza dimostrata sul campo della Juventus sua e di Giraudo. Non mancano gli attacchi all’attuale proprietà e al giornalista Liguori:

“Il processo di Napoli sta dimostrando che non c’erano telefonate della Juventus agli arbitri e che non c’è stato mai illecito alcuno né partite comprate – ha sostenuto l’ex direttore generale della Juventus -. Sono rimasti in pochi a non credere che ‘calciopoli’ sia stata una grossa montatura avallata dalla attuale dirigenza della Juventus per eliminare Moggi e Giraudo. Ci sono giornalisti, come Paolo Liguori che trasformano trasmissioni sportive in aule di tribunale e vomitano sentenze definitive senza attendere l’esito del vero processo ignorando che la presunzione di innocenza è garantita a ogni cittadino fino a prova contraria. Al processo di Napoli neppure i testimoni prodotti dall’accusa hanno portato argomenti a favore delle tesi dei Pm.

Il tenente colonnello Auricchio con i suoi ‘non ricordo’ e ‘ non so’ non sta facendo una bella figura nelle aule del tribunale di Napoli e sta confermando che se non ci fosse stata complicità da parte dell’attuale proprietà juventina, mai si sarebbe potuto arrivare alle sentenza da bar sport del 2006 con indagini fatte sulle base dei tabellini della Gazzetta dello sport o sui punti della patente degli arbitri del ‘Processo di Biscardi’. Tutte stupidaggini che scompaiono di fronte a fatti concreti come i 75′ di Perugia sotto il diluvio o le regole sugli extracomunitari cambiate in corsa nel 2001″.

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Malato di sport e sopratutto di calcio. Mi piace curare le rubriche sui settori giovanili e presentare aspiranti campioni. Ho allevato e curato Il Pallonaro con tanta dedizione e passione e aver riscontri positivi mi riempe di gioia. La nostra è una grande famiglia affiatata, chi entra a farne parte difficilmente poi non sa farne a meno.

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