Roma, Stekelenburg che figuraccia! E’ colpa di Baldini?

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Franco Baldini | ©Claudio Villa/Getty Images

Concluso il calciomercato, finite le beghe condominiali, è tempo di bilanci. Tra le squadre di Serie A che più hanno deluso in questa sessione invernale c’è la Roma di Franco Baldini e Walter Sabatini. L’acquisto del solo Torosidis ci lascia alquanto perplessi. La sensazione infatti è che non si sia fatto nulla per rinforzare l’attacco, decisamente spuntato dopo l’infortunio occorso a Mattia Destro, che resterà fuori per più di due mesi. A conti fatti, se dovesse infortunarsi Osvaldo, Zeman non avrebbe altre soluzioni se non quella di schierare l’uruguaiano Lopez, ancora impegnato con l’Uruguay nel Sudamericano Under 20, che in questi giorni sta vivendo le sue battute conclusive. I tifosi giallorossi si chiedono se la dirigenza avesse potuto operare meglio in questi trenta giorni di mercato, non limitandosi al solo acquisto del terzino greco. Senza dimenticare la figuraccia di ieri sera con Stekelenburg.

Franco Baldini, due anni dopo anche Stekelenburg

Arrivato da Londra dopo l’esperienza in simbiosi con Capello, Franco Baldini sembrava poter esercitare quel carisma necessario per condurre la nuova società americana alle vette della classifica italiana. Due anni dopo però, i due progetti tecnici avallati dal direttore generale non hanno avuto molta fortuna. L’avventura di Luis Enrique si risolse con un vero e proprio fallimento, senza neanche la qualificazione in Europa League. Salutato lo spagnolo, Franco Baldini in accordo con Sabatini sceglie di affidare la squadra a Zdenek Zeman.

Franco Baldini | ©Claudio Villa/Getty Images
Franco Baldini | ©Claudio Villa/Getty Images

I maligni leggono ciò come una scelta di comodo, con il tecnico boemo pronto a ricoprire il ruolo di parafulmine di fronte alle scelte più o meno discutibili della dirigenza. L’avvio di stagione non è quello auspicato in estate, ma le critiche sono quasi esclusivamente rivolte contro l’allenatore. A ben guardare però, più di una colpa è da attribuire anche alla coppia Baldini-Sabatini, colpevoli di non aver allestito una squadra su misura del tecnico, il cui credo tattico è noto fin dai tempi di Adamo ed Eva.

Non è infatti colpa di Zeman se la rosa non offre due esterni d’attacco, o un registra di dinamismo e quantità come richiesto da Zeman, in grado di saper verticalizzare all’istante (alla Verratti per intenderci). Ma l’analisi può e deve essere allargata anche alle famose “regole” richieste da Zeman, quelle che sono mancate al momento dell’intervista di Stekelenburg di qualche giorno fa, durante la quale l’olandese ha sparato a zero contro lo stesso boemo. Avete mai sentito dichiarazioni del genere in seno ad una società gestita in maniera credibile e autorevole?

In ultima analisi, sull’operato biennale di Franco Baldini alla Roma, rischia di pesare come un macigno la gestione della trattativa che avrebbe dovuto portare Stekelenburg al Fulham, con l’arrivo di Viviano nella capitale. Ha dell’assurdo che in una società importante come quella giallorossa ci si trovi a fare i conti con degli episodi così grotteschi, come quello che hanno visto protagonista nel pomeriggio di ieri il portiere olandese, prima ceduto agli inglesi e poi chiamato (invano) mentre quest’ultimo era già in aereo per avvisarlo che la trattativa fosse saltata. D’accordo, Zeman non sarà un santo, però non si può non sottolineare il caos a livello dirigenziale che regna a Roma.

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