Il senso del Pallone d’oro. Ieri e oggi: due epoche, diverse regole

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Leo Messi
Nessuno come Leo Messi| © Getty Images

Ancora una volta ha vinto lui. Per la quarta volta consecutiva, il prestigioso premio della rivista France football, il Pallone d’oro, è andato a Leo Messi, stella indiscussa del calcio contemporaneo. La Pulce ha preso in mano le redini del Barcellona ed è riuscito ad aprire un ciclo vincente nel suo club che fa paura. Dall’esordio in prima squadra ad oggi, sono stati polverizzati record su record. Dai successi ottenuti con i blaugrana, alle giocate straordinarie in campo fino ad arrivare all’ultimo, strabiliante successo, del massimo numero di gol segnati da un calciatore professionista in un anno solare. Messi merita di diritto un posto di primo piano nel panorama calcistico moderno ma ne merita un altro; anche in quello degli all time. Guardando al passato, c’è stato veramente qualcuno migliore di lui? Inoltre, Messi è da considerare il giocatore più forte di tutti i tempi soltanto considerando i quattro Palloni d’oro consecutivi? Cerchiamo di rispondere a queste domande.

Leo Messi
Nessuno come Leo Messi| © Getty Images
PALLONE D’ORO – Intanto può essere utile dare qualche breve informazione sul Pallone d’Oro: che cos’è, chi lo fa, da quando esiste e il regolamento secondo il quale viene assegnato. Il Pallone d’oro è un premio calcistico istituito nell’ormai lontano 1956 dalla rivista francese France football che annualmente viene affidato nel mese di dicembre al giocatore migliore dell’anno che si sta per concludere. Ci sono state dalla nascita di questo riconoscimento importanti variazioni. Infatti, fino al 1994, erano in lizza soltanto i giocatori europei militanti in squadre eruopee. Successivamente, dal 1995, vennero considerati tutti i giocatori militanti in club d’Europa: non importava più essere europeo. Infine, dal 2007, il Pallone d’oro è esteso a tutti i giocatori del mondo.

RIFLESSIONI – Certe limitazioni della storia passata fanno sorgere dei dubbi riguardo il senso di un riconoscimento simile. Intanto, visto che le regole sono cambiate in modo abbastanza evidente nel passare degli anni, viene da pensare che un Pallone d’oro conquistato da un giocatore in un certo periodo, valga meno di quello vinto da un altro in epoca diversa. Fino al 2007 la competizione era molto ristretta, poi, da quell’anno, il premio è stato esteso a tutti i giocatori del mondo. Balza subito all’occhio che Leo Messi ha fatto qualcosa di più dei suoi predecessori in quanto si è trovato costretto a lottare con tutto il globo e non solo con calciatori europei o militanti in Europa. Questo per sottolineare l’immenso talento di un giocatore come la Pulce argentina, genio assoluto del calcio. Bisogna però sottolineare che nel passato più remoto, certi giocatori avrebbero potuto vincere facilmente il Pallone d’oro, ma non ci sono riusciti per via del regolamento. Basti pensare a Pelè e Maradona, due grandi fuoriclasse, esclusi dalla lista dei vincitori del premio per via della loro nazionalità: il primo militava in un club non europeo, oltre che essere brasiliano, mentre il secondo, pur giocando in Europa, era argentino. Viene dunque da pensare che, se le regole di oggi fossero valse anche per il passato, quasi sicuramente ci sarebbe stato qualcun altro in grado di vincere così tanti Palloni d’oro di fila. Senza nulla togliere a Leo Messi, forse veramente il miglior giocatore del mondo, sarebbe giusto dare un peso specifico diverso al premio in base all’anno in cui è stato consegnato.

2 COMMENTI

  1. Secondo me non ha senso tutto ciò..perché gli stessi che oggi criticano Messi sono quelli che quando vedevano vincere il Pallone d’Oro un calciatore come Cannavaro storcevano il naso. In ogni caso per me la scelta rimane comunque fuori dal mondo. Perché se è vero che Messi ha segnato 90 gol in un anno, per me comunque rimane un calciatore che messo fuori dal contesto del Barcellona non renderebbe come adesso. L’unico che cambiava davvero le partite da solo era Maradona. Se si voleva essere onesti, lo si faceva vincere ad Iniesta, che insieme a Xavi è la vera anima del Barca, e che con Xavi ha vinto l’Europeo. E poi rimane comunque una pagliacciata perché da due anni in Brasile c’è un calciatore immenso, tale Neymar, che sistematicamente viene ignorato. E ti dirò di più, quest’anno un attaccante come Falcao (scandaloso che il suo gol non sia stato premiato) in Europa e nel mondo non si è visto da nessuna parte. Perché è facile fare i gol quando hai in campo gente come Xavi, Iniesta, Ozil, Di Maria, Xabi Alonso, ecc, un altro è vincere da solo le partite con l’Atletico Madrid, che, con tutto il rispetto per Simeone, non vale la metà di Barca e Real.

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