Ultras Lazio aggrediscono tifosi Tottenham, movente antisemita?

Notte di barbara violenza nella capitale, dove un gruppo di dieci supporters del Tottenham è stato aggredito all’interno di un pub, “Drunhen Ship”, di Campo de’ fiori da alcuni uomini a volto coperto che, secondo le ricostruzioni effettuate, sarebbero ultras Lazio.

I tifosi inglesi erano a Roma per seguire la partita della propria squadra impegnata questa sera alle 19 in Europa League contro la Lazio, ma ad accoglierli hanno trovato un vero e proprio raid compiuto dal gruppetto di ultras incappucciati per non farsi riconoscere, che avevano ben pianificato l’organizzazione della loro “missione punitiva”. Alcuni di loro, infatti, ha bloccato le porte del locale, in modo da non consentire che qualcuno potesse entrare o uscire, altri hanno, invece, scagliato la loro furia violenta (e per ora senza un preciso “movente”, ndr) sui malcapitati tifosi del Tottenham, giungendo armati di mazza da baseball, tirapugni, cinghie, coltelli.

Curva degli Ultras Lazio

Curva degli Ultras Lazio | ©GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images

Dopo aver compiuto il pestaggio, gli aggressori sono fuggiti, mentre i dieci tifosi – di cui nove britannici ed uno statunitense – sono stati trasportati presso gli ospedali della capitale per essere medicati e soccorsi: la maggior parte di loro, fortunatamente, non ha riportato lesioni gravi, tranne uno che è stato ricoverato in “codice rosso” ed è attualmente in prognosi riservata a causa di una coltellata che gli ha lesionato l’arteria aorta.

La Polizia, per ora, ha fermato alcune persone – tra i 25 ed i 35 anni – che potrebbero rispondere al profilo degli aggressori, e che attualmente si trovano in commissariato per ulteriori indagini, anche se da una prima ricostruzione compiuta dalla Questura, emerge che il “raid” sia stato compiuto per ragioni “razziali”, aggredendo i tifosi del Tottenham per colpire le origini ebraiche del club, considerando che lo stadio degli Spurs – il White Hart Lane – sorge nel quartiere ebraico di Londra, nell’estremità nord della capitale inglese, e fra i supporters della squadra vi sono tradizionalmente molte persone di origine asiatica ed ebraica che, in senso dispregiativo, vengono soprannominati “Yids” – abbreviazione di “Yiddish” che tradotto significa proprio “Giudei” – e che fra i tifosi spesso vengono mostrate bandiere con raffigurata la stella a cinque punte di Davide.

Se le indagini finora condotte dalla Polizia venissero confermate, dunque, il movente finora solo ipotizzato diverrebbe una certezza: aggressione anti-semita, in connessione con i ben noti ideali di estrema destra di una parte della più accesa tifoseria biancoceleste, più volte multata per cori razzisti e “buu” allo stadio.

Da sottolineare, inoltre, il precedente che riguarda il match di andata nel girone di Europa League, disputatosi nel mese di Settembre a Londra, si erano alcuni ultras laziali al seguito della squadra si erano “messi in mostra” con insulti razziali ai danni dei giocatori di colore del Tottenham, quali Lennon e Defoe, tanto il quotidiano inglese Daily Mail aveva rimarcato l’episodio con un titolo ad effetto, giocando con il nome dello stadio degli Spurs e ribattezzandolo “White Hart Shame”, adoperando proprio il termine “shame” per esprimere la vergogna per quanto accaduto.

Dopo il precedente in terra inglese, dunque, il “ritorno” romano ha evidenziato ancor di più quel sentimento di “shame” nei confronti dell’odio e della violenza razziale: riguarda una minoranza, ma si tratta comunque di un episodio che squalifica notevolmente l’immagine del calcio italiano in Europa.