Default del calcio, Ue propone 5 nuove regole

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Default del calcio, Ue propone 5 nuove regole | © Martin Rose/Getty Images

L’Unione Europea ha fatto luce sulla situazione nel mondo del calcio, proseguendo sulla linea promossa in questi anni dal presidente Uefa Michel Platini orientato al fair play finanziario ed al riordino dei conti delle società per evitare buchi di bilancio e indebitamento selvaggio. Ma, più in particolare, sotto accusa della Commissione Sport dell’Ue risulta essere l’orientamento al profitto e le regole attualmente in vigore che favoriscono esclusivamente i grandi club, i più potenti, penalizzando i club minori che, per questo, non hanno possibilità di crescita e di poter essere competitivi. Per questo motivo, dopo la “fotografia” della Commissione Sport dell’Unione Europea, emerge la necessità di misure necessarie alla protezione degli interessi dei più deboli e, soprattutto, per la valorizzazione dei giovani, affinchè i club abbiano incentivo a puntare sui propri vivai: intenti che dovranno essere tradotti in cinque regole fondamentali ad evitare il default del calcio.

Default del calcio, Ue propone 5 nuove regole | © Martin Rose/Getty Images
Default del calcio, Ue propone 5 nuove regole | © Martin Rose/Getty Images

Serve, dunque, un limite agli eccessi richiesti dai grandi club che, invece, punterebbero al Supercampionato europeo: al contrario, è necessario ricorrere alla cosiddetta “tassa sul fair play” che funga da redistribuzione di risorse tra i potenti del calcio e i club medio-piccoli, oltre che la promozione di una precisa regola sul tetto massimo del numero di calciatori tesserabili. Inoltre, un altro punto molto delicato, che viene contestato dallo studio della Commissione Sport dell’Ue, è il fatto che negli ultimi anni dal 1995 al 2011 il costo sostenuto dai club per l’acquisto dei calciatori è aumentato di ben sette volte ma che soltanto il 2% degli importi relativi ai trasferimenti spetta ai club “cedenti”, ossia ai club che hanno fatto crescere nei propri settori giovanili i calciatori. Questo aspetto determina una situazione assolutamente “insufficiente per garantire una vita regolare ai piccoli club” e, pertanto, si rende necessario un cambiamento di prospettiva per avere una maggiore equità, sia dal punto di vista delle disponibilità economiche che – di riflesso – in termini calcistici perchè, ovviamente, la minore disponibilità economica influisce sulla possibilità di acquisire rinforzi e, di conseguenza, sulla competitività nei campionati e nelle coppe europee.

In tal senso, è la presidentessa della Commissione Europea per lo Sport Androulla Vassoliou a proporre la necessità di definire nuove misure anti- default del calcio per regolamentare i trasferimenti affinchè introducano un maggior senso di perequazione delle risorse. Fra le proposte allo studio di un’apposita Commissione che inizierà i propri lavori nel prossimo mese di Aprile dovrebbero avere la priorità l’introduzione della tassa sul fair play, le misure per garantire maggiore trasparenza sui trasferimenti, il tetto massimo sul numero di calciatori in rosa, regolamentare i prestiti ed un limite alla “proprietà di terzi” al fine di porre un freno agli investimenti nel calcio, definiti “spropositati” dalla relazione della Commissione Sport dell’Ue.

Si prospetta, così, una vera e propria rivoluzione nel mondo del calcio, orientata al rispetto di queste nuove cinque regole, che dovranno essere la base per costruire un movimento calcistico fondato su valori nuovi e su pilastri che, finora, non gli sono mai appartenuti, soprattutto a causa dello strapotere dei grandi club che, allo stato dei fatti, rischia di condurre al default del calcio.

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