Il Pallonaro

Carola Falconi a 360°, Rari Rosa e il sogno Europa

L’anno scorso si è rivelata la vera outsider della stagione e con un pizzico di fortuna avrebbe potuto ottenere il terzo posto, la Rari Rosa con un quarto posto memorabile è arrivata a un passo dalla qualificazione in Europa. Non si fermano qui i sogni del Bogliasco femminile, ma i risultati passano dalla fatica, dal sudore, motivo per cui il condottiero, Mario Sinatra, non smette di far lavorare sodo le sue ragazze. Non ci saranno nomi altisonanti all’interno della squadra, ma la presenza di un gruppo amalgamato, con giovani nel giro delle varie nazionali, aggiunte all’esperienza delle altre è garanzia di una stagione che, chissà, potrà anche essere migliore rispetto a quella scorsa.

Rari Nantes Bogliasco

Amiche prima ancora che compagne di squadra, questo è il segreto di una formazione che l’anno scorso è riuscita a mettersi dietro formazioni anche pià blasonate. Un buon esempio per la pallanuoto femminile, un gruppo con valori ben precisi, di ragazze con sani principi, che non fanno dello sport la loro vita, ma che in acqua si sono spesso dimostrate delle vere e proprie guerriere, guadagnandosi con l’allenamento e la fatica ogni singola gioia. Il tipico spirito bogliaschino, incarnato a pieno da Carola Falconi, tra i pali della Rari Rosa da sempre, diventata ormai una certezza e un punto di riferimento per le compagne, sia dentro che fuori dall’acqua.

Carola Falconi in azione contro il Rapallo

Al termine di una stagione che per lei, come per il suo Bogliasco, rimarrà indelebile, la “portieronabiancoceleste è pronta a ripartire, con la voglia che la contraddistingue, speranze, sogni e idee ben chiare sul suo futuro, non solo con la calottina in testa. Carola si è così raccontata nell’intervista realizzata in esclusiva per noi, lei abituata a non mollare mai e a credere in tutto quello che fa, pronta a guidare dalla porta e da vera leader le sue compagne.

Carola, dopo il quarto posto dell’anno scorso proverete a migliorarvi. Quali sono i pregi e i difetti di una squadra rimasta invariata, un gruppo molto giovane arricchito dalla presenza di alcune giocatrici più esperte, con la scelta di non affidarsi a una straniera in acqua?

E’ vero, siamo giovanissime, se consideriamo che ragazze del ’97, ’98 e ’99 giocheranno titolari. Un giusto mix, forse anche quello che ci ha permesso di essere così unite e di arrivare fino al quarto posto l’anno scorso. La crescita è continua, grazie anche ad atlete super esperte come Frassinetti e Rambaldi che fanno da chioccia alle più piccine, mostrando grande umiltà giorno dopo giorno, senza dimentricare che comunque noi ” veterane ” abbiamo alle spalle un buon percorso non solo nel club ma nella varie categorie nazionali. Voglio però menzionare in particolare la mia collega e amica Casareto, un esempio di passione per tutto il nostro gruppo“.

E’ il caso di menzionarle e conoscerle meglio. Teresa Frassinetti non ha bisogno di presentazioni, punto fermo della Nazionale di Conti, bronzo a Kazan e centroboa di caratura mondiale, sarà il terminale offensivo della formazione allenata da Mario Sinatra, con la sua forza e la sua esperienza. L’obiettivo sarà anche quello di far crescere ulteriormente sotto la sua ala protettiva l’altro centroboa della squadra, Agnese Cocchiere, che a Baku con la Nazionale giovanile ha davvero dato del filo da torcere alle pari età delle altre compagini. Cè poi Giulia Rambaldi, un’altra istituzione, lei difensore affidabile che potrà contare anche sull’apporto di Elena Maggi, sua ex compagna anche nel Recco, giocatrice intelligente e capace di dare il ritmo alle manovre, sapendo sempre cosa fare al momento giusto.

Giulia Viacava, Eugenia Dufour e Virginia Boero sapranno dare ulteriore qualità davanti, la prima con la sua duttilità e la possibilità di giocare in più ruoli, la seconda con le qualità di cecchino che la contraddistinguono e la terza per le capacità di sfruttare le lunghe leve e la velocità. Ricordando Ilaria Rossi, che ha appeso la calottina al chiodo per impegni lavorativi, daranno il loro apporto le giovani, non che le altre menzionate siano vecchie, ma parliamo di Giulia Millo, anche lei protagonista a Baku con la calottina dell’Italia, che sta crescendo anno dopo anno, Francesca Trucco, anche lei giovane di prospettiva, e Rossella Rogondino. L’ultimo posto vacante se lo giocheranno Greta Gualdi, Virginia Mariani e la portierina Carlotta Malara.

Nessuna giocatrice straniera, tante giovani, il che può essere un’arma a doppio taglio. “I pregi?” ha affermato Carola

Sicuramente i margini di miglioramento che si possono essere, oltre alla possibilità di lavorare con serenità, fiduciose di poter raggiungere obiettivi importanti. Non può che essere uno stimolo, ma se vogliamo vedere i difetti di avere così tante ragazze in pianta stabile nella rosa potrei sicuramente affermare che in certe partite, dove l’esperienza si rivelerà la chiave di volta per portare a casa il risultato, potremmo pagare lo scotto di un’età media molto bassa, ma è lì che una volta ottenuti i risultati potrebbe aumentare anche la soddisfazione“.

Carola Falconi alle Universiadi in Corea

Ecco uscire il tuo ruolo di portiere. Spesso sola tra i pali, una vita strana quella dell’estremo difensore, come in ogni sport. Tu sei il capitano, una delle veterane di questa Rari Rosa. Cosa cercherai di trasmettere alle atlete più piccole e meno esperte?

” Essere capitano della squadra del paese dove sono nata e cresciuta è per me motivo di grande orgoglio. Da giocatrice uno degli obiettivi che mi ero prefissata era portare la Rari Rosa in A1 e quel sogno l’ho raggiunto. Adesso spero di portarla in Europa. Il mio ruolo è difficile, ma allo stesso importante in una squadra e affascinante. Le caratteristiche che deve avere un portiere devono essere quelle di un giocatore di uno sport di squadra, senza dimenticarne altre tipiche degli sport singoli, perchè tra i pali sei solo, ma sei uno degli ingranaggi che può far funzionare o meno una squadra. A volte ti trovi a dover affrontare da sola situazioni dalle quali puoi diventare un eroe ma anche un fallito. Quello che cercherò di trasmettere sono grinta e fiducia, cercando in cabina di regia di gestire la difesa nel migliore dei modi “.

Una stagione e un’estate da incorniciare, coronata dalle Universiadi e dalla laurea, dimostrazione di come si possano unire sport e studio. Ora, dopo un pò di relax, sei pronta a sputare sangue. Come hanno accresciuto la tua esperienza questi momenti e quali obiettivi ti poni adesso sia in acqua che fuori?

Carola Falconi il giorno della Luarea in Scienze Motorie

Un anno indimenticabile, lo definirei così. A partire dal quarto posto storico raggiunto con le mie compagne nella passata stagione, il quarto posto alle Universiadi in Corea e una settimana dopo la gioia di diventare dottoressa conseguendo la Laurea in Scienze Motorie. Ho imparato che nella vita non bisogna dare nulla per scontato, che per raggiungere i risultati bisogna sudare e credere in quello che si fa giorno dopo giorno. La fiducia in sè stessi, quella non deve mai mancare se si cerca di cavare qualcosa di buono dai propri sforzi. Porsi degli obiettivi è però fondamentale, alzarsi ogni mattina con una meta da raggiungere, guardando avanti, senza mai mollare. In campionato speriamo di fare bene fuori dall’acqua invece continuerò a lavorare come personal trainer e inizierò la specialistica in attività motorie preventive e adattare. Sarà dura conciliare il tutto, ma sarà importante per un mio futuro fuori dalla piscina“.

Una domanda conclusiva, anche se sei scaramantica. Dove vedi il Bogliasco a fine stagione?

Non mi sbilancio. L’ho già detto, il mio desiderio è di lottare per le prime posizioni e raggiungere l’Europa con il Bogliasco. Poi si vedrà“.

 

 

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