La Serie A 2025-26 sta attraversando una delle fasi più critiche degli ultimi anni sul fronte fisico: secondo quanto riportato da TuttoMercatoWeb, sarebbero almeno 59 gli infortuni registrati in soli 25 giorni dopo la sosta per le nazionali di ottobre 2026, un numero che trasforma il bollettino medico del campionato in qualcosa di difficile da ignorare. Dai muscoli di Lautaro Martínez alle dita di Miles Svilar, il fenomeno tocca big e comprimari, portieri e attaccanti, club impegnati in Europa e squadre che inseguono la salvezza.
Un numero che pesa: quasi sessanta stop in meno di un mese
Cinquantanove infortuni in venticinque giorni: è questo il dato che emerge dalla ricognizione più aggiornata sul tema degli infortuni in Serie A nella fase post-sosta. Non si tratta di un semplice accumulo di piccoli fastidi: tra i casi censiti figurano lesioni muscolari, traumi da contatto e stop che costringeranno alcuni giocatori ai box per settimane. La concentrazione temporale è ciò che rende il fenomeno particolarmente allarmante — non è la somma stagionale a colpire, ma la densità in un arco brevissimo.
Il meccanismo è noto agli addetti ai lavori: la sosta per le nazionali interrompe i ritmi del club, costringe i giocatori a cambiare contesto, staff medico e metodologia di lavoro, per poi tornare bruscamente a un calendario fitto di impegni. Il corpo, in questo passaggio, paga spesso un prezzo elevato. La novità, semmai, è la scala del problema nella stagione in corso, dove il calendario compresso — con la Champions League che si affianca alla Serie A senza margini di respiro — amplifica ogni fragilità.
Lautaro Martínez e il soleo: l’Inter perde il suo capitano
Il caso più emblematico, anche per il peso specifico del giocatore, riguarda Lautaro Martínez. Il capitano dell’Inter ha riportato un infortunio muscolare al soleo della gamba sinistra, una delle strutture più sollecitate nei movimenti esplosivi tipici di un centravanti. Il soleo è un muscolo che lavora in sinergia con il gemello nel complesso del tricipite surale: un suo coinvolgimento richiede tempi di recupero attenti e progressivi, perché una ripresa affrettata espone al rischio di recidiva.
Per l’Inter, perdere Lautaro in questa fase della stagione significa rinunciare non solo ai gol, ma anche alla leadership tecnica e caratteriale che il numero 10 nerazzurro garantisce in campo. La gestione dei carichi durante le convocazioni internazionali — con l’Argentina impegnata nelle qualificazioni mondiali — è inevitabilmente al centro delle riflessioni interne al club.
Svilar e la frattura da stress: Roma in apnea tra i pali
Se l’infortunio di Lautaro è muscolare, quello di Miles Svilar è di natura diversa ma ugualmente pesante nelle conseguenze. Il portiere della Roma ha subito una frattura da stress a un dito, causata da un contatto durante un allenamento. Un episodio che, nella sua apparente casualità, nasconde comunque la realtà di un fisico sotto pressione costante.
Svilar era atteso fuori dai campi per oltre un mese, una perdita significativa per la Roma considerando il ruolo cruciale che il portiere belga ha assunto nelle ultime stagioni giallorosse. La frattura da stress, pur essendo una tipologia di infortunio distinta da quelli muscolari, è spesso associata a carichi di lavoro elevati e a una riduzione dei tempi di recupero tra una sessione e l’altra.
Inter, Roma e Como: i club europei pagano il prezzo più alto
Non è un caso che tra i club più colpiti dagli infortuni in Serie A in questo periodo figurino proprio quelli impegnati in Champions League. Inter, Roma e Como hanno tutte registrato stop rilevanti nella fase successiva agli impegni europei, un segnale che il doppio binario campionato-coppe — con le relative trasferte, i cambi di fuso orario e i recuperi abbreviati — stia erodendo la tenuta fisica dei roster.
Il problema non è nuovo, ma la sua intensità nella stagione 2025-26 ha riaperto il dibattito sulla gestione dei carichi in un contesto dove le partite si moltiplicano e le finestre di recupero si assottigliano. Alcuni club hanno investito in staff medici e tecnologie di monitoraggio sempre più sofisticate, ma nessun sistema elimina completamente il rischio quando il calendario non concede tregua.
Il nodo strutturale: calendari, nazionali e carichi insostenibili
Dietro la conta degli infortuni in Serie A si nasconde una questione che va oltre il singolo caso clinico. Il modello attuale del calcio europeo — con calendari sempre più densi, soste per le nazionali che interrompono i ritmi senza ridurre il volume di lavoro complessivo, e competizioni internazionali ampliate — genera una pressione fisiologica che i corpi degli atleti faticano ad assorbire.
I preparatori atletici e i medici sportivi segnalano da tempo che il recupero muscolare completo dopo uno sforzo massimale richiede tempi che il calendario attuale raramente concede. Il risultato è una progressiva riduzione delle riserve funzionali, che aumenta la vulnerabilità a lesioni anche in situazioni di sforzo non estremo — come dimostra il caso di Svilar, infortunatosi in allenamento.
Cinquantanove infortuni in venticinque giorni non sono una statistica astratta: sono altrettante stagioni parzialmente compromesse, altrettanti piani tecnici da rivedere, altrettanti giocatori che guardano gli altri dal bordo del campo. La Serie A ha tutto l’interesse a trovare risposte strutturali a un fenomeno che, campionato dopo campionato, sembra peggiorare anziché stabilizzarsi.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








