Premier League: approvata la “Home-grown player rule”. La norma pro giovani

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L’importanza dei giovani e dei vivai nel mondo del calcio sta crescendo sempre di più, come dimostra la grande attenzione che è stata data al Mondiale Under 20. Il calcio inglese è sicuramente all’avanguardia per quel che riguarda le possibilità offerte ai ragazzi di talento. Rooney, Fabregas, Walcott sono solo alcuni esempi di giovani che hanno trovato spazio in Premier League in squadre di prima categoria.

premier-leagueLA NORMA – Dalla stagione 2010/2011, l’impegno per favorire i prodotti del vivaio da parte delle squadre inglesi sarà ancora maggiore, dato che tutti i team partecipanti alla massima divisione del calcio d’oltremanica hanno accettato la ‘Home-grown player rule’. Entriamo nel dettaglio. Dalla prossima stagione ogni club dovrà registrare una rosa di, al massimo, 25 giocatori, di cui otto dovranno provenire del vivaio nazionale. Verrà considerato ‘Home-grown player’ chi, indipendentemente dalla nazionalità, abbia giocato per almeno 3 stagioni in un team affiliato alla Football Association o alla federazione gallese prima del suo ventunesimo compleanno. Le squadre avranno la possibilità di ampliare la rosa a piacere, ma solo con giocatori sotto i ventuno anni.

GLI OBIETTIVI – Il Chief Executive della Premier, Richard Scudamore si è dichiarato molto soddisfatto e ritiene che questa novità spingerà i club ad investire maggiormente nei giovani, ed impedirà di creare una rosa comprando esclusivamente all’estero. Considerando che il 85% degli iscritti tra i 16 e i 18 anni alle Academy è inglese, tale regola aiuterà notevolmente la nazionale. Si tratta di una norma ottima anche da un punto di vista finanziario, in quanto favorendo la nascita di talenti nei propri vivai le squadre non dovranno ricorrere a spese folli come accaduto ultimamente.

BASI SOLIDE – La crescita del settore giovanile nel calcio inglese è stata incredibile dal 1992, anno in cui venne fondata la Premier League. Lo afferma orgoglioso anche Mike Foster, segretario generale della lega, il quale fa notare come tutti i più grandi club abbiano ormai una propria Academy a livelli di eccellenza per quel che riguarda ogni aspetto della vita calcistica e non di un giovane. Si tratta di vere e proprie scuole dove ai ragazzi vengono istruiti in maniera completa, in quanto, come riconosce Foster: “Una piccola percentuale di loro arriverà al top, quindi è fondamentale aiutarli ad affrontare le sfide della vita”. Esistono anche careers advisors per aiutare quei giovani a cui non verrà offerto un contratto professionistico.

ALL’AVANGUARDIA
– Nel complesso i club inglesi spendono oltre 30 milioni di sterline l’anno per assicurare ai loro “alunni” il meglio, ovvero campi regolamentari in erba e in sintetico all’aperto ed al coperto, terreni di dimensioni ridotte per allenamenti speciali, strutture all’avanguardia, aree studio dotate di sale computer, mense, centri medici e sale per l’incontro con i genitori. Stadi di proprietà, diritti televisivi e ora anche questa nuova regolamentazione che permetterà ai giovani talenti inglesi di emergere con maggiore facilità di quanto già non accada: la Premier League in quanto ad organizzazione non teme davvero rivali, attendiamo fiduciosi che la nostra Lega Calcio decida di seguirne l’esempio.
[via: goal.com]

1 COMMENTO

  1. Premier League: rivoluzione! Approvata la “Home-grown player rule”. La norma pro giovani…

    Premier League: approvata la Home-grown player rule. La norma pro giovani
    Posted by ringhio
    ottobre 14, 2009

    Limportanza dei giovani e dei vivai nel mondo del calcio sta crescendo sempre di pi, come dimostra la grande attenzione che stata dat…

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