Luis Enrique addio Roma. Montella favorito su Villas Boas

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Luis Enrique | © AFP/GettyImages

L’addio era nell’aria, ma l’ufficialità si è avuta solo ieri, con lo stesso Luis Enrique che ha salutato la squadra sul campo di Trigoria dopo l’allenamento, anche se condurrà la Roma nell’ultima gara di campionato contro il Cesena. Nella prossima stagione, dunque, il tecnico asturiano non siederà più sulla panchina giallorossa, e ne ha spiegato lui stesso i motivi, parlando con chiarezza alla squadra riunita al centro del campo di allenamento: un discorso durato circa dieci minuti, in cui si è assunto le colpe del fallimento di questa stagione, ritenendo di non aver dato il 100 % per valorizzare la squadra, considerando questa esperienza come “una sconfitta, ma non me la prendo con nessuno”.

Eppure, l’addio del tecnico non può essere ricondotto a pressioni negative da parte dei vertici societari che, anzi, fino all’ultimo hanno difeso la loro scelta, con lo stesso Franco Baldini che – durante una contestazione all’Olimpico – aveva lasciato intendere in maniera provocatoria che, se fosse andato via Luis Enrique, avrebbe lasciato la Roma anche lui stesso. Una delusione, dunque, per lo stesso Baldini che ha osservato da una delle terrazze che dominano il campo di allenamento il saluto del tecnico spagnolo, anche se il d.g. romanista si è affrettato a ribadire che, nonostante tutto, “il progetto Roma non è assolutamente fallito anche perchè aveva come obiettivo proporre un certo tipo di gioco, che in alcune gare della stagione la squadra ha saputo mostrare”.

Luis Enrique, dunque, dopo l’ultima di campionato tornerà con tutta probabilità ad allenare in Spagna, mentre la Roma dovrà trovare al più presto un successore, che sia in grado di restituire stimoli alla squadra e di condurla ai risultati che quest’anno non sono giunti: in pole position nella “volata panchina” potrebbe esserci, pertanto, un tecnico che – a differenza di Enrique, esordiente in serie A e non abituato alle pressioni del nostro calcio – conosce bene il campionato ed, in particolare, la piazza romanista e le sue esigenze.

Luis Enrique | © AFP/GettyImages

Il nome in questione è quello dell’ex aeroplanino Vincenzo Montella, attaccante della Roma scudettata di Capello, allenatore-traghettatore del post-Ranieri lo scorso anno, e tecnico rivelazione della stagione con il Catania, cui ha saputo conferire un ottimo gioco, ammirato da tutti ed in grado di valorizzare al massimo i talenti a sua disposizione, oltre che risultati importanti, che hanno condotto la squadra etnea ad una salvezza più che serena.

Il Catania, però, secondo quanto espresso dallo stesso presidente Pulvirenti, non pare così intenzionato a lasciarsi scappare il tecnico campano, soprattutto alla luce del fatto che lo lega al club rossoazzurro un altro anno di contratto: pertanto, tutte gli accostamenti di Montella alla Roma, secondo il presidente catanese, sarebbero “solo chiacchiere”.

L’alternativa, in caso di mancato approdo di Montella, potrebbe essere il portoghese Villas Boas, soprannominato Special Two: sulla questione, il suo manager Carlo Goncalves si è definito possibilista, anche se ha preferito rimandare eventuali dichiarazioni al termine del campionato, affermando che “solo dopo la fine del campionato prenderemo in considerazione le varie offerte che arriveranno”.

L’ambiente giallorosso, però, sembra reagire in maniera molto fredda alla soluzione portoghese sulla panchina, preferendogli nettamente Vincenzo Montella: un modo per dire che il tempo degli “esperimenti” è finito.

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