La storia di Brendan Lynch, rugbista ucciso da un pirata

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Brendan Lynch ucciso da auto pirata | Immagini dal web

Il mondo del rugby si intreccia drammaticamente alla cronaca con la notizia della scomparsa di Brendan Lynch, ventiseienne pilone inglese ma di origini irlandesi della Rugby Capitolina, investito nella notte tra domenica e lunedì scorso, attorno all’una, all’ingresso dell’ A-24 sul Grande raccordo anulare mentre si trovava alla guida del suo scooter Honda Sh 300. Responsabile della sua morte è un‘auto pirata di grandi dimensioni, ma ancora non è esclusa l’ipotesi che potesse trattarsi anche di un mezzo pesante, come un camion o un grosso furgone, che prima lo ha travolto con un urto che gli è stato fatale e, poi, non si è neppure fermato per prestargli soccorso. La polizia stradale ha subito iniziato le ricerca del responsabile anche se, ad oggi, ancora non sembra ci siano stati riscontri in tal senso. La notizia della sua scomparsa, avvenuta durante il disperato tentativo di trasportarlo in ospedale, ha ovviamente sconvolto il mondo del rugby e in particolare la squadra romana nella quale militava, ma anche le precedenti formazioni nelle quali aveva giocato a partire dalla stagione 2007/2008, quando arrivò in Italia.

Brendan Lynch ucciso da auto pirata | Immagini dal web
Brendan Lynch ucciso da auto pirata | Immagini dal web

Prima l’approdo all’ Us Rugby di Benevento, dov’era uno dei giocatori di punta della squadra, poi al Rugby Roma per la prima parte della stagione 2010 e, nel 2011, in Sardegna all’ Amatori Alghero, fino al ritorno nella Capitale, con l’acquisto da parte della società rossoblu Rugby Capitolina, società professionistica di serie A1, con la quale stava affermandosi come uno dei migliori numeri 3 della Serie A italiana di rugby.

In queste ore, dunque, si succedono le parole di ricordo, di dolore e di cordoglio, per un ragazzo dall’animo puro, un gigante buono di 135 chilogrammi di peso per 188 centimetri d’altezza che la società Beneventana di Rugby, alla quale Brendan era rimasto molto legato dopo la sua militanza, definisce una persona “sincera e leale, grande uomo di sport”, così come la sua squadra Capitolina che in ricordo di Brendan Lynch ha sospeso tutte le attività sportive previste per la giornata di ieri.

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