Calciopoli bis: qualcosa si smuove, Palazzi indaga

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Alla fine anche la Figc si è dovuta ravvedere di fronte al nuovo capitolo di intercettazioni che sta sconvolgendo tutti quelli che credevano di aver estirpato il male dal calcio nell’estate di quattro stagioni orsono.

Il procuratore Palazzi, in attesa dell’udienza del 13 aprile che potrebbe dalle indiscrezioni cambiare le sorti del Processo a Luciano Moggi, ha aperto un fascicolo ma non e’ stata ancora avviata nessuna inchiesta.

La federazione, si apprende, non vuole accelerare o inficiare l’iter del procedimento penale. Gli organi della Figc, che a Napoli si e’ costituita parte civile e che sara’ presente all’udienza del 13 aprile con il legale Tito Milella, valuteranno eventuali nuove prove e intercettazioni se queste, compatibilmente con i termini stabiliti dalla giustizia sportiva, dovessero risultare utili a fare ulteriore chiarezza.

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  1. RIPORTATO:
    CALCIOPOLI, SANDULLI: MAI SENTITE TELEFONATE INTER
    Non si può parlare di riapertura del processo sportivo ma “di apertura perché non mi pare che dalle telefonate emergano fatti nuovi sui soggetti già giudicati. Semmai emergono fatti su nuovi soggetti”. Piero Sandulli, ex presidente della Corte Federale, il giudice che emise la sentenza d’appello su calciopoli, commenta così i nuovi fatti emersi nelle ultime settimane. Sandulli in un’intervista a Tuttosport spiega che le intercettazioni tra Bergamo, Moratti e Facchetti lui non le ha mai avute a disposizione. “Mai sentite quelle telefonate. Allora le intercettazioni facevano riferimento soltanto alle società poi penalizzate, Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina, Arezzo. E mi chiedo se ci sono altre telefonate ‘incriminate’ ancora in giro – dice -. Ma per aprire un processo bisogna valutare se nel frattempo il reato non sia prescritto e se i documenti vengano acquisiti dal processo di Napoli”.
    Pur avendo in mano le intercettazioni in questione la sentenza d’appello “non sarebbe cambiata, però avremmo avuto al tavolo degli inquisiti un altro gruppo di soggetti”. Il secondo scudetto revocato alla Juve venne assegnato all’Inter: “Io non c’entro con quella decisione – sottolinea Sandulli -. Anzi, all’epoca venni anche fortemente criticato perchè detti parere negativo. Ero favorevole alla non assegnazione: gli scudetti si vincono sul campo e non a tavolino… A meno che non ci fosse la pressione dell’Uefa. Allora non era davvero opportuno assegnare lo scudetto 2005-06 perché c’era un illecito di fondo…Nessuna prova portava all’illecito, ma ci trovammo di fronte a una serie di comportamenti davvero discutibili. La nostra fu una condanna etica per aver violato ripetutamente l’articolo 1 del codice, quello della lealtà sportiva. Abbiamo cercato di dare delle sanzioni giuste, non troppo pesanti perchè altrimenti si finiva per inficiare anche il nuovo campionato, né troppo morbide perché comunque dovevano essere commisurate alle violazioni accertate”.

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