Calciopoli, Narducci alla Gazzetta “Moggi truccava i sorteggi”

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Giuseppe Narducci ©Getty Images

Passano gli anni ma l’argomento Calciopoli resta sempre di tremenda attualità a conferma di quanto i tifosi siano assetati di verità e di giustizia. La crociata iniziata dalla Juventus con l’insediamento di Andrea Agnelli nella poltrono di presindente ha poi alzato il tono dello scontro con dichiarazioni quotidiane di protagonisti e non che con diverso titolo entrano a piedi uniti sull’argomento.

Giuseppe Narducci ©Getty Images
Quest’oggi la Gazzetta dello Sport pubblica una intervista all’ex pm e adesso assessore nel comune di Napoli Narducci. Il principale accusatore del sistema Moggi nonostante l’oramai posizione defilata continua a ritenere vera la sua teoria di un “sistema Moggi” creato per favorire la Juventus. Inevitabile la domanda sul “Piaccia o non Piaccia” e la risposta inequivocabile confermando nessuno coinvolgimento da parte dell’Inter. Di seguito vi riportiamo uno stralcio dell’Intervista sulla Gazzetta dello Sport. Dottor Narducci, la sua è stata una fuga da Calciopoli? “No. Il mio lavoro nel processo era comunque finito. L’inchiesta era partita nel settembre del 2004. C’è stata, anche se ormai molti lo dimenticano, una prima sentenza emessa, quella con rito abbreviato. Ho battuto il mio record personale con oltre diciotto ore di requisitoria. Ormai Calciopoli attende solo la sentenza. E io ho potuto scegliere di mettermi al servizio della città”. Ma perché lei disse «Piaccia o non piaccia, non ci sono telefonate di altri dirigenti coi designatori» quando queste chiamate esistevano? “Quella frase è stata sempre e volutamente equivocata. Era inserita nel contesto del processo e significava che non avevamo altre telefonate “penalmente rilevanti” nel fascicolo. Come potevamo pensare che in un’intera stagione, con 170 mila telefonate intercettate, Bergamo e Pairetto non avessero parlato con altri dirigenti di società? Saremmo stati degli stupidi”. La Federcalcio sottolinea che quelle «altre telefonate» non le ha mai avute. “La Federcalcio venne da noi appena scoppiato pubblicamente il caso Calciopoli, siamo ai primi di giugno 2006. Ci chiese immediatamente tutta la documentazione in nostro possesso e noi aderimmo all’invito. Consegnammo le carte sulle quali stavamo lavorando”. Quindi a Borrelli e a Rossi consegnaste solo le informative dell’inchiesta? “Noi ci concentravamo sulla nostra indagine, sul reato. Dopodiché, più tardi, le telefonate sono entrate nella disponibilità di tutte le parti”. Recentemente i periti della difesa di Luciano Moggi hanno trovato nei brogliacci telefonate segnate dai carabinieri con «baffi» rossi, quindi giudicate rilevanti secondo un ipotetico codice di lavoro, che si riferivano proprio alle intercettazioni bis. “Vorrei proprio vederli quei brogliacci: sono in bianco e nero, come sono stati visti i colori?”. Comunque quelle chiamate ci sono. “Si parla delle telefonate di Facchetti e di altri dirigenti come se ci fosse un filo diretto analogo a quello che noi abbiamo evidenziato per Moggi e l’associazione sotto processo. Si è cercato di far passare il concetto che tutti facevano le stesse cose e che quindi non c’era colpevolezza. Non è vero! C’è stata una campagna furibonda per affermare: tutti responsabili, nessun responsabile. Non era così”. Ma ci sono decine di chiamate in cui i dirigenti dell’Inter, e non solo loro, parlano con i designatori. “Quelle telefonate non hanno valore penale. Non c’entrano niente con la struttura di potere che scoprimmo e che governava tutto il calcio professionistico italiano. Un qualcosa di unico che non aveva paragoni con il passato, un’associazione che non metteva insieme solo uomini e società, prima fra tutte quella di Luciano Moggi, ma anche alcuni pezzi delle strutture federali. L’associazione aveva in mano i designatori. C’erano i cellulari con schede svizzere che solo in parte abbiamo potuto ascoltare, quando ne identificavamo uno da intercettare i numeri cambiavano. E c’erano i sorteggi”. Che notai e diversi «giornalisti-sorteggiatori» hanno definito regolari. “Ci sono le testimonianze degli impiegati della Commissione Arbitrale, Dario Galati e Manfredi Martino. I giornalisti che partecipavano al sorteggio erano inconsapevoli di quello che avveniva e non avevano alcuna possibilità di controllo”.

3 COMMENTI

  1. Si, si narducci bla, bla, bla la Verità di farsopoli 2006, la presa in giro degli Italiani nel 2006, sta uscendo fuori a Napoli “piaccia o non piaccia”…..perchè hai abbandonato il processo?

  2. PRESIDENTE ANDREA AGNELLI…ALL’ATTACCO!!!

    Le motivazioni della sentenza del tribunale “Enzo Tortora” ci dicono CINQUE COSE:
    1-“il campionato è stato regolare;
    2-la difesa è stata ostacolata;
    3-i sorteggi erano regolari”,
    4-la GANG dei carabinieri del delinquente Colonnello Auricchio ha inventato un’inchiesta usando le Sim-Card straniere (comprate da Branca e Moratti in Svizzera, testimonianza De Cillis sotto Giuramento) con scarabocchi a mano per non farle riconoscere;
    5-una messinscena alla Napoletana messa in atto dalla BANDA: Giovandomenico Lepore, e organizzata dai Massoni Tronchetti-ani della Loggia del Tribunale di Milano…
    Tutto maledettamente evidente, e’ pronosticato!
    Quindi tutto torna e fatto quattro conti ci devono ridare 2 campionati e 500 milioni di danni… a essere buoni!
    SU ANDREA, DUE AVVOCATI DELLA EXOR E SIAMO A POSTO PER 20 ANNI ! E, CHI CI DICE CHE I BASTARDI MENEGHINI NON DEBBANO, FINALMENTE!, FINIRE IN GALERA!!!

  3. Giuseppe narducci e’, senza ombra di dubbio un corrotto, un delinquente. E’ un anellino del complotto, ordito dai poteri milanesi per distogliere l’attenzione dai grandi imbrogli che i membri della congrega stavano consumando in quel periodo: Telecom, Equity Swap, De Benedetti, Geronzi, Caltagirone Ecc.Ecc! E’ chi meglio della juventus avrebbe tenuto occupato il cervellino del popolo di pecoroni, meglio della Juventus! E’ per non farla troppo lunga, basterebbe che il delinquente Giuseppe Narducci ci spiegasse perche’ ha fatto nascondere all’altro corrotto atavico: Attilio Auricchio tutte le interCETTAZIONI di Tronchetti ( poi distrutte dal varesino!), moratti e facchetti! Del perche’ dell’incontro con moratti e auricchio a Palazzo Valentini alla presentazione del libro di LLONDO La Verguenza de Todos: ROBA DA GALERA!!! E’ per proteggere lui e il suo sodale auricchio, chi meglio del fuorilegge De Magistris, poteva corrergli in soccoro!,

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