Giovanni Soldini doppia Capo Horn: è record

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Giovanni Soldini doppia Capo Horn | © ROBERTO SCHMIDT/Getty Images

Doppiare Capo Horn è, per ogni navigatore, l’impresa di una vita, paragonabile ad una scalata del monte Everest, una sorta di passaggio mitico essendo uno dei luoghi più impervi, un estremo di Terra che guarda al Polo Sud e che rappresenta convenzionalmente il punto più Meridionale del Sud America, in piena Terra del Fuoco. Doppiare Capo Horn è un’impresa che resta alla storia, al punto da essere considerata una tematica degna di esser cantata, così come ha scelto di fare anche Francesco Guccini nel brano l’Ultima Thule, in cui ipotizza un ultimo viaggio immaginario verso terre estreme, l’ultimo luogo conoscibile dall’uomo, dopo “aver doppiato tre volte Capo Horn”: se l’Ultima Thule è, quindi, l’approdo della vecchiaia, doppiare Capo Horn è l’impresa giovanile, da esaltare e mitizzare, in particolare se ciò avviene in un tempo da record come nel caso di Giovanni Soldini. 

Giovanni Soldini doppia Capo Horn | © ROBERTO SCHMIDT/Getty Images
Giovanni Soldini doppia Capo Horn | © ROBERTO SCHMIDT/Getty Images

Giovanni Soldini con il suo Vor 70 Maserati era partito lo scorso 31 Dicembre da New York e, dopo 21 giorni, 23 ore e 14 minuti, alle 15:37 contro vento e le correnti dominanti è giunto a doppiare Capo Horn, migliorando di ben otto ore il precedente record stabilito nel 2008, di 22 giorni 7 ore e 25 minuti, e detenuto dal maxi catamarano di 110 piedi Gitana 13, il detentore del record assoluto nella categoria multiscafi nella tratta New York-San Francisco.

L’impresa viene festeggiata con un semplice “siamo felici” da Giovanni Soldini che, raggiunto telefonicamente, ha commentato quanto appena compiuto sottolineando che “abbiamo fatto finora un tempo pazzesco”, raccontando di aver navigato senza vento fino a dieci miglia dal Capo Horn e che – appena in tempo per cambiare e ridurre la velatura – subito dopo l’intensità è giunta a raffiche di 20, 25 e poi anche a 35 nodi “in aumento”.

Ma non finisce qui: l’equipaggio di Giovanni Soldini, infatti, dopo il passaggio di Capo Horn ha l’obiettivo di tentare di battere il record nella leggendaria Rotta dell’Oro, la New York-San Francisco appunto, realizzato nel 1998 dal francese Yves Parlier con Aquitane Innovation, che ha compiuto il passaggio in 57 giorni, 3 ore e 2 minuti.

L’impresa è, dunque, assolutamente possibile.

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